Come calcolare il valore per cui certificare

By | 06/06/2018

Non sempre è indispensabile far certificare un bene da un ente apposito.

Ho già approfondito la questione in altri articoli del blog, che puoi trovare qui o qui.

Ti riassumo quando non dovresti neanche porti il problema della certificazione:

  • Quando investi solo per il beneficio fiscale in impianti o macchinari poco utili per l’azienda
  • Quando impegni importanti risorse senza avere la forza per farlo

Oggi invece voglio soffermarmi su un altro aspetto. La legge dispone che per i beni fino a 500.000 € si possano ottenere i benefici fiscali unicamente presentando una autocertificazione firmata dal Legale Rappresentante della società.

In pratica non occorre seguire l’iter della certificazione. Basta che si attesti che il bene ha i requisiti che le legge individua. Basta questo.

 

Ora, ad una prima sommaria lettura si potrebbe pensare che in effetti il procedimento è molto più snello, semplice e immediato.

Ma non ti sembra un po’ troppo facile per essere vero?

Beh, in effetti si. È veloce e semplice, ma potrebbero esserci importanti questioni da affrontare, secondo me almeno 2.

  1. Il bene ha davvero i requisiti? Cioè, chi ha chiesto il beneficio fiscale in azienda ha le competenze per verificare il bene, interpretare la legge e garantire che ci siano le condizioni necessarie? Io non dico che l’azienda possa essere in malafede (anche se non è un caso da escludere), ma semplicemente magari non si hanno tutte le conoscenze per valutare attentamente. E se tra 5 anni arriva una verifica fiscale?
  1. L’azienda ha valutato attentamente, magari si è rivolta anche a consulenti specifici e ha deciso di attestare che il bene ha i requisiti richiesti.

E se un domani si è sottoposti a verifica?

E’ meglio essere certificati da un ente terzo o essersela fatta in casa da soli?

 

Mi permetto di dirti che, per quanto possano essere veritiere le tue attestazioni interne (ed in molti casi non lo sono), non raggiungeranno mai la autorità che una certificazione di ente terzo può fare. Gli enti di certificazione nascono con questo scopo.

Al momento della ricezione del beneficio fiscale non cambia molto. La vera differenza la si vede magari dopo 4 anni in un controllo. L’ente ha procedure certificate, sicure ed uguali per ogni cliente, che sicuramente sono conosciute dalle autorità competenti.

E le tue procedure di verifica quali sono? Anche se le avessi perfette saranno sicuramente diverse da quelle che il controllore ha visto la settimana prima. Devi spiegarle, sperare che le capisca e che le consideri valide.

 

Io fossi in te farei questa valutazione:

HO CONVENIENZA A SOSTENERE I COSTI PER LA CERTIFICAZIONE?

Se si allora procedo.

Se no perché non mi conviene non faccio neanche l’autocertificazione. Vuol dire che i benefici non sono cosi importanti, soprattutto a fronte del rischio di cui ti ho appena parlato.

 

Naturalmente la scelta è tua, ma fossi in te eviterei assolutamente l’autocertificazione.

 

Se vuoi approfondire io sono a completa disposizione. Scarica i video gratuiti e valuta se la cosa può essere di tuo gradimento.

 

A presto,

 

Gian Franco

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